Credito d'Imposta Software al 50% - MES, BI, Controller, APS
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Credito d'Imposta al 50% per Software MES



Credito d’imposta del 50% per Software

Credito d'imposta software

Il credito d’imposta riguardo agli investimenti in beni immateriali 4.0 (allegato B pubblicato dal MISE), prevedeva inizialmente un’aliquota del 20% per il biennio 2021/2022, prorogata al 20% anche nel 2023, la quale sarebbe poi scesa al 15% nel 2024 e al 10% nel 2025.

Il Decreto Aiuti aumenta invece l’aliquota relativa al 2022 portandola al 50%.

Tale disposizione si applica per gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022, termine aumentato al 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni entro il 2022.

Va inoltre ricordato che sia per i beni materiali che per quelli immateriali il credito d’imposta è fruibile in compensazione (credito d'imposta) in 3 quote annuali a partire dall’anno di installazione del bene.

Inoltre rammentiamo che tale voce non concorre alla formazione del reddito di impresa e della base imponibile IRAP.


Quali software sono agevolati dal credito d’Imposta al 50%?

I software agevolabili dal Credito d’Imposta del 50% sono elencati nell'allegato B pubblicato dal MISE, e tra questi comprendono:

  • Sistemi MES, Sistemi SCADA e PLC
    dall’Allegato B: “credito d'imposta software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attivita' di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell'IoT e/o del cloud computing)”
  • Sistemi di Schedulazione della produzione
    dall’Allegato B: “credito d'imposta software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni” e “software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l'ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attivita' e l'instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi, software, sistemi”;
  • Software per la Business Intelligence
    dall’Allegato B “credito d'imposta piattaforme e applicazioni per la gestione della qualita' a livello di sistema produttivo e dei relativi processi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all'elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting);
  • Software Controller per la gestione di dati e avanzamento lavori
    dall’Allegato B “credito d'imposta software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud”
  • Software per la Cybersecurity
    dall’Allegato B “credito d'imposta software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity)”

Beneficiari e requisiti

I beneficiari del credito d'imposta software sono tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, comprese le imprese individuali assoggettate all’IRI, con sede fiscale in Italia, incluse le stabili organizzazioni residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano e dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.


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Credito d'Imposta software al 50% per Software MES

Progetti Mise nel PNRR

Il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) ha l’obiettivo di rispondere alle esigenze di sei missioni sfruttando un pacchetto di investimenti su misura.

Queste sei missioni sono:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura - 40,32 miliardi
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica - 59,47 miliardi
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile - 25,40 miliardi
  • Istruzione e ricerca - 30,88 miliardi
  • Inclusione e coesione - 19,81 miliardi
  • Salute - 15,63 miliardi

È stato inoltre stanziato un fondo complementare pari a 30,6 miliardi di euro, che porta ad avere investimenti complessivi di 222,1 miliardi.

All’interno del PNRR il Ministero dello Sviluppo Economico ha sviluppato 10 progetti di investimento e un progetto di riforma.

L’obiettivo dei progetti è quello di porre le basi per l’avvio di un processo duraturo e sostenibile di sviluppo dell’economia, permettendo di eseguire tali progetti in modo rapido e favorendo la produttività e l’innovazione all’interno delle aziende.

I 10 progetti, suddivisi all’interno di 4 categorie, sono:


Digitalizzazione, innovazione, competitività del sistema produttivo

  • Transizione 4.0 - 13,38 miliardi
  • Politiche industriali di filiera – 750 milioni

In questo caso l’obiettivo è quello di favorire l’innovazione nel tessuto industriale italiano dal punto di vista della digitalizzazione e trasformando i processi produttivi del paese.

Oltre ai progetti di investimento è presente una riforma sulla proprietà industriale, la quale ha l’obiettivo di individuare e mantenere una strategia pluriennale per promuovere la cultura dell’innovazione e in particolare gli strumenti per proteggere la proprietà industriale.


Rivoluzione verde e transizione ecologica

  • Investimenti in energie rinnovabili e batterie per un valore di 1 miliardo di euro
  • Investimenti in startup innovative operanti nel settore della transizione ecologica per un valore di 250 milioni di euro attraverso la creazione di un Green Transition Fund che investirà in fondi di Venture Capital, startup e incubatori/acceleratori.

I progetti all’interno di questo gruppo hanno invece lo scopo di favorire la transizione green del paese attraverso lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabile, incentivando il trasporto pubblico sostenibile e sostenendo la ricerca e l’innovazione in questo campo.


Dalla ricerca all’impresa

In questo caso l’obiettivo è quello di favorire l’interazione tra il mondo della ricerca e quello della produzione, incrementando gli investimenti in ricerca e sviluppo e le competenze del paese in questo settore.

Sono stati perciò stanziati 3,35 miliardi per:

  • Finanziamento Fondo IPCEI - 1,5 miliardi
  • Horizon Europe - 200 milioni
  • Finanziamento del Fondo Nazionale innovazione - 300 milioni
  • Rifinanziamento ed estensione tematica dei Centri di trasferimento tecnologico - 350 milioni

Inclusione e coesione

L’intervento riguardante questo settore riguarda il rafforzamento dell’imprenditorialità femminile attraverso dei finanziamenti pari a 400 milioni di euro.


Transizione 4.0

Uno dei punti più importanti riguarda il piano Transizione 4.0, il quale mira ad aumentare la produttività, competitività e sostenibilità delle imprese del territorio italiano.

Il piano prevede due direzioni parallele. La prima riguarda il potenziamento della ricerca di base e applicata riguardo al trasferimento tecnologico, mentre la seconda riguarda la promozione della trasformazione digitale dei processi produttivi e gli investimenti in beni immateriali nella fase di ripresa post pandemica.

Il piano Transizione 4.0 rappresenta il potenziamento del piano Industrial 4.0 del 2017.

Le principali differenze sono:

  • Ampliamento delle imprese potenzialmente beneficiarie
  • Riconoscimento del credito d’imposta sul biennio 2021/2022 (precedentemente era su un orizzonte annuale)
  • Estensione degli investimenti immateriali agevolabili, attraverso l’aumento delle percentuali di credito e dell’ammontare massimo di investimenti incentivati.

La nuova misura prevede il finanziamento crediti d’imposta riguardo a:

  • Beni capitali: in questa categoria sono inclusi beni strumentali 4.0, beni immateriali non 4.0 e beni immateriali tradizionali (l’elenco completo dei beni incusi è contenuto negli allegati A e B annessi alla legge n. 232 del 2016)
  • Ricerca e sviluppo e innovazione
  • Attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo alle relative competenze
Stefano Patelli | Innovation Manager100% Innovation Manager Certified

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