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Economia Circolare

Progettazione e sostenibilità di Economia Circolare alle imprese


Che cos'è l'Economia Circolare

Il Modello Circolare e il Modello Attuale


Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation il termine Economia Circolare “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’Economia Circolare i flussi dei materiali sono di due tipi:

  • i materiali biologici, che possono essere reintegrati nella biosfera
  • i materiali tecnici che devono essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera

L’Economia Circolare è dunque un sistema economico per pianificare il riutilizzo dei materiali nei cicli produttivi successivi, riducendo al massimo gli sprechi.


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Cos'è l'Economia Circolare? Perchè è importante?


Dall’economia lineare all’Economia Circolare

Negli ultimi anni si è compresa la necessità di cambiare il paradigma ambientale puntando su un nuovo modello di sviluppo sostenibile che ripensasse in chiave green i nostri sistemi produttivi e i nostri stili di vita, sia per tutelare la salute delle persone che la salute dell’ambiente in cui viviamo.

Il modello di sviluppo produttivo e di consumo attuale è un modello di ECONOMIA LINEARE, ovvero parte dall’estrazione delle materie prime, prosegue con la produzione di componenti e l’assemblaggio di prodotti finiti per arrivare alla vendita, al consumo dei prodotti fino allo scarto del rifiuto in discarica.

Possiamo facilmente comprendere che in questo modello di economia lineare chiamato anche “take-make-dispose”, la crescita economica passa attraverso l’estrazione delle materie prime, l’utilizzo e il consumo di energie per concludersi con la fallimentare conseguenza di produrre enormi quantità di scarti e rifiuti.


Quali sono i limiti di questo tipo di economia lineare?

I limiti più importanti del modello di economia lineare sono di certo la disponibilità delle risorse estratte in natura(quanto dureranno?), il cambiamento climatico (l’innalzamento delle temperature e il surriscaldamento globale), la generazione di rifiuti e i rischi globali. Sono temi che riguardano tutti noi e che stanno generando preoccupazione da diverso tempo.

La risposta concreta ai limiti dell’economia attuale è l’Economia Circolare definita come un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile basato su modelli di business che eliminano il concetto di rifiuto.

Potremmo quindi definire l’Economia Circolare come un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.


Circolarità in calo: dal 9,1 all'8,6% in due anni

Oggi, l'economia globale è circolare solo dell'8,6%, solo due anni fa era del 9,1%. Il divario di circolarità globale si sta allargando. Ci sono ragioni per questo trend negativo, ma il risultato rimane lo stesso: la notizia non è solo cattiva, è anche peggiore. La tendenza negativa nel complesso può essere spiegata da tre tendenze sottostanti correlate: alti tassi di estrazione; accumulo di scorte in corso; inoltre, bassi livelli di elaborazione e ciclo di fine utilizzo.

Il rapporto rileva che le risorse totali che entrano nell'economia globale sono aumentate dell'8,4% in soli due anni da 92,8 miliardi di tonnellate nel 2015 a 100,6 miliardi di tonnellate nel 2017, l'ultimo anno per il quale sono disponibili i dati.

In quel periodo le risorse totali estratte sono aumentate del 9%, da 84,4 a 92 miliardi di tonnellate. Ma il totale dei materiali riutilizzati è cresciuto solo del 3%, da 8,4 a 8,65 miliardi di tonnellate, ed è diminuito in proporzione all'uso complessivo dei materiali.

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Il 3 ° rapporto sul divario di circolarità globale.


Queste tendenze sono radicate in profondità nella tradizione del "prendere-fare-sprecare" dell'economia lineare: i problemi sono cronici. In quanto tale, le prospettive per colmare il divario di circolarità sembrano desolanti sotto il braccio morto degli affari. Abbiamo un disperato bisogno di soluzioni trasformative e correttive; il cambiamento deve essere un must.

Su una nota positiva, vediamo che, in alcune parti del mondo, i tassi di recupero sono in aumento. Ciò è guidato da una politica governativa globale, dall'innovazione tecnica e dagli investimenti diretti ad aumentare l'efficienza dei materiali, estendere e intensificare l'uso e consentire il recupero a fine vita. Una prima porzione di paesi si è impegnata in azioni di Economia Circolare, che va dai singoli stati nazionali in Europa alla gigantesca economia cinese. Gli ultimi anni hanno anche assistito a un flusso costante di nuovi attori che adottano politiche e tabelle di marcia per l'Economia Circolare.

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I 4 principi dell'Economia Circolare

Occorre un nuovo modo di pensare l’economia attraverso prodotti e processi di produzione virtuosi, poco impattanti, equi e ad alto valore sociale. Un sistema pensato per auto rigenerarsi attraverso semplici principi in grado di fare la differenza.

Tale modello di Economia Circolare si basa sui seguenti 4 principi:


La RIDUZIONE di sprechi

sia in termini di energia che di materiali
Intesa come ogni intervento atto ad aumentare l’efficienza di utilizzo delle materie prime e dell’energia o la durata di vita utile dei prodotti.

Il RIUTILIZZO dei prodotti in altro modo

Inteso come ogni intervento atto al riutilizzo dei prodotti finiti ad esempio dopo averli ricondizionati.


La RIGENERAZIONE dei componenti del prodotto

Intesa come ogni intervento atto al riutilizzo dei componenti come parti di ricambio o per la produzione di nuovi prodotti. Questa fase di rigenerazione comporta che il prodotto finito venga smembrato nei diversi componenti che lo compongono.

Il RICICLAGGIO dei materiali

Inteso come ogni intervento volto al recupero dei diversi materiali quali vetro, plastica, metalli etc..




Se all’interno del modello attuale di economia lineare il modello di business è basato sulla vendita da parte dell’azienda di un prodotto che il consumatore finale acquista a basso costo, occorre ripensare il modello di business.

Il modello di business dellìEconomia Circolare è basato sulla progettazione di soluzioni da parte delle aziende in quanto il consumatore finale acquista il risultato e non il prodotto. Le aziende creano valore aggiunto fornendo prodotti ad alte prestazioni.

Si tratta di un ripensamento complessivo e radicale rispetto al modello di business attuale che è basato sullo sfruttamento delle risorse naturali e orientato alla massimizzazione dei profitti attraverso la riduzione dei costi di produzione.


I 5 criteri fondamentali per la transizione verso l'Economia Circolare

Questo cambiamento passa attraverso 5 criteri fondamentali secondo la Fondazione Ellen Mc Arthur:


1. REDESIGN / ECO PROGETTAZIONE

Progettare i prodotti fatti per durare e pensando fin da subito al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche tali da permetterne lo smontaggio o la ristrutturazione.


2. MODULARITA’ E VERSATILITA’

Progettare i prodotti pensando alla loro modularità e alla loro versatilità in modo che il suo uso possa adattarsi al cambiamento delle condizioni esterne.


3. ENERGIE RINNOVABILI

Favorire l’utilizzo di energie prodotte da fonti rinnovabili abbandonando l’attuale modello energetico.


4. APPROCCIO ECOSISTEMICO

Pensare con attenzione all’intero sistema e considerare le relazioni causa-effetto tra le diverse componenti.


5. RECUPERO DEI MATERIALI

Sostituire le materie prime vergini con materie seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità.


Quali sono i benefici dell'Economia Circolare?

Adottare un approccio circolare significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo.

E’ importante considerare che tutti possiamo trarre vantaggio dall’adozione di un sistema di economia circolare poiché i benefici ottenibili non riguardano solo le filiere ma sono di tipo:


Benefici ambientali

  • Minor consumo e sfruttamento delle risorse (secondarie e non primarie)
  • Minor consumo di acqua e di energie (sostituendo le attuali con fonti rinnovabili)
  • Miglioramento della qualità dell’aria
  • Riduzione dei gas serra
  • Riduzione della produzione dei rifiuti

Benefici economici per la Supply Chain

  • Riduzione dei costi di materiali produzione (miglioramento dell’efficienza)
  • Aumento dei ricavi e del fatturato (attraverso la produzione e vendita di prodotti ad elevate prestazioni, efficacia)

Benefici per il consumatore finale

  • Riduzione dei costi di utilizzo e/o di manutenzione avendo prodotti ad elevate prestazioni SOCIALE
  • Aumento dei posti di lavoro attraverso la creazione di nuove opportunità di business
  • Cambiamento delle abitudini

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Incentivi e sostenibilità dei progetti di Ricerca e Sviluppo per l'Economia Circolare

Con Decreto Ministeriale 11 giugno 2020 è stato attivato l’intervento del Fondo per la crescita sostenibile dei progetti di ricerca e sviluppo in tema di Economia Circolare. Lo scopo dell’intervento è quello di sostenere la ricerca oltre che lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative per l’utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse al fine di incentivare la riconversione delle attività produttive verso un modello di Economia Circolare dove la vita e il valore dei materiali e prodotti è mantenuta quanto più a lungo possibile e nel contempo viene ridotta al minimo la produzione dei rifiuti.


A chi si rivolge

Può accedere alla misura qualsiasi impresa, che eserciti le seguenti attività, indipendentemente dalle dimensioni:

  • attività industriale
  • attività artigiana
  • attività agroindustriale
  • attività di servizi all’industria
  • centri di ricerca

Cosa finanzia

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all'obiettivo previsto dal progetto e finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (Key Enabling Technologies, KETs) di cui all’allegato n. 1 al decreto 11 giugno 2020.

E’ utile comprendere cosa intende la norma con le definizioni di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Con il termine di “ricerca industriale” si intende la ricerca pianificata o le indagini critiche volte ad acquisire nuove conoscenze e capacità da utilizzare per:

  • sviluppare nuovi prodotti, nuovi processi o servizi
  • apportare un notevole miglioramento ai prodotti, ai processi o servizi esistenti

Tale ricerca comprende la creazione di componenti di sistemi complessi e può includere:

  • la costruzione di prototipi in un ambiente di laboratorio oppure in un ambiente dotato di interfacce di simulazione verso sistemi esistenti
  • la realizzazione di linee pilota se necessarie alla ricerca industriale e per convalidare tecnologie generiche.

Con il termine di “sviluppo sperimentale” si intende l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati.

Rientrano in questa categoria anche le attività di costruzione di prototipi, dimostrazione e realizzazione di prodotti pilota , test di convalida di prodotti, processi e servizi nuovi o migliorati in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali con l’obiettivo di apportare ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi o servizi con non sono definitivi.

Tale sviluppo può comprendere:

Lo sviluppo di prototipi o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali che è necessariamente il prodotto commerciale finale il cui costo di fabbricazione è troppo elevato per essere utilizzato solo ai fini dimostrativi e di convalida.
Non sono da considerare come sviluppo sperimentale le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate ai prodotti o processi o servizi anche se ne costituiscono un miglioramento.


Progetti ammissibili

I progetti devono essere finalizzati alla riconversione produttiva delle attività economiche nell’ambito dell’Economia Circolare, in una o più delle seguenti linee di intervento:

  • 1. innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti
  • 2. progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale
  • 3. sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l'uso razionale e la sanificazione dell'acqua
  • 4. strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo
  • 5. sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l'utilizzo di materiali recuperati
  • 6. sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri

Sono ammissibili progetti con elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità, realizzati negli ambiti del ciclo produttivo rilevanti per l’Economia Circolare individuati dall’allegato n. 2 al decreto 11 giugno 2020.

I progetti ammissibili inoltre devono:

  • a. essere realizzati nell'ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale
  • b. prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 500 mila e non superiori a euro 2 milioni
  • c. avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi

Le risorse

Per l’agevolazione dei progetti sono disponibili:

  • 155 milioni di euro per la concessione dei finanziamenti agevolati, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI)
  • 62 milioni di euro per la concessione dei contributi alla spesa, di cui
    • 40 milioni a valere sul Fondo sviluppo e coesione, destinati per l’80% ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, e per il 20% a quelli realizzati nelle regioni del Centro-nord
    • 20 milioni a valere sul Fondo per la crescita sostenibile, destinati ai progetti realizzati sull’intero territorio nazionale
    • 2 milioni a valere sulle risorse rese disponibili dalla Regione Basilicata, per l’agevolazione di progetti realizzati nel territorio regionale.

Le agevolazioni

Per le imprese, finanziamenti agevolati del FRI, per il 50% delle spese e dei costi ammissibili di progetto. Contributi alla spesa, in misura delle seguenti percentuali delle spese e dei costi ammissibili di progetto:

  • 20% per le micro e piccole imprese, e per gli organismi di ricerca
  • 15% per le medie imprese
  • 10% per le grandi imprese

Le agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato e del contributo alla spesa sono concedibili alle imprese unicamente in concorso tra loro, seguendo i vincoli di destinazione territoriale previsti per i contributi.


Termini e modalità di presentazione delle domande

Con decreto direttoriale 5 agosto 2020 sono stati stabiliti i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

5 novembre 2020 le imprese potranno presentare, anche in forma congiunta, le domande.

La procedura di pre-compilazione delle domande e degli allegati sarà disponibile dal 26 ottobre 2020. Le imprese dovranno allegare alla domanda, tra l’altro, l’attestazione di disponibilità alla concessione del finanziamento, prevista per l’accesso al FRI come specificato nel decreto direttoriale 5 agosto 2020.

Headvisor - Sistemi di efficientamento organizzativo


L'analisi e la mappatura dei processi di un'organizzazione, consentono di riorganizzare le attività, razionalizzare l'uso delle risorse, incrementare l’efficacia, l’efficienza e la produttività della struttura stessa.

I nostri servizi a supporto di imprese:

  • Mappatura dei processi interni, gestionali e organizzativi
  • Analisi e ottimizzazione delle prestazioni dei processi individuati
  • Analisi e riduzione dei costi di gestione
  • Ridefinizione dei processi con l'obiettivo di migliorare l'efficienza dell'organizzazione e delle sue prestazioni
  • Progettazione di Innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi
  • Progettazione di economia circolare

I criteri dell’Economia Circolare

I criteri che vengono applicati per riconoscere quale attività possa far parte di un progetto di Economia Circolare


  • Impronta Ecologica
    Si tratta di un indicatore che misura la porzione di terra e di mare necessarie a rigenerare le risorse consumate. Serve quindi a stimare il consumo di risorse naturali rispetto alla capacità della terra di rigenerarle. Utilizzare al meglio le risorse e produrre meno scarto e meno rifiuti permette di ridurre l’Impronta Ecologica di un’azienda.
    Nel documento dedicato dall’UE all’economia circolare sono previsti degli orientamenti sulle migliori prassi per la gestione dei rifiuti e sul recupero delle materie prime, per ridurre l’Impronta Ecologica che l’industria europea produce.
  • Riparabilità
    La riparabilità, come abbiamo visto, costituisce un pilastro dell’Economia Circolare, che si contrappone alla sostituzione del prodotto (e alla conseguente produzione di rifiuti) dell’economia lineare.
    La commissione Europea ha deciso di promuovere i prodotti più riparabili, incentivando la progettazione ecocompatibile e la diffusione di informazioni chiare sulla riparazione di un oggetto.
  • Rifiuti
    Ci sono delle situazioni in cui non è possibile il riciclo, o evitare di produrre rifiuti, in questo caso è meglio recuperare il contenuto energetico del rifiuto piuttosto dell’abbandono in discarica.
    La termovalorizzazione contribuisce a creare energia dagli scarti non riciclabili e riutilizzabili ed è quindi ammessa dall’Unione Europea.
  • Plastica
    Il passaggio da un’economia lineare all’economia circolare passa anche dalla plastica. Il riciclaggio non riesce a rimanere al passo con l’utilizzo in crescita della plastica (nonostante l’Italia abbia segnato un picco di eccellenza nel riciclo nel 2015).
    L’innovazione è necessaria per incrementarne il riciclaggio.
  • Rifiuti Alimentari
    Ogni anno vengono sprecate 100 tonnellate di cibo in Europa. Questo non solo ha un forte impatto economico, ma anche ambientale e sociale. Questo, in termini di Economia Circolare, significa ridurre le perdite alimentari lungo le catene di approvvigionamento e produzione, migliorando la conservazione dei cibi grazie ad un packaging intelligente e al monitoraggio degli sprechi.
  • Le proposte dell’Unione Europea
    L’Unione Europea ha varie proposte, per implementare l’Economia Circolare, che riguardano l’intero ciclo di vita economico. La transizione verso le pratiche dell’economia lineare verso quelle dell’economia circolare sarà finanziata dai fondi SIE, da 650 milioni di euro provenienti dal progetto “Orizzonte 2020”, il programma dell’Unione Europea per finanziare la ricerca e innovazione e da 5,5 miliardi di euro provenienti dai fondi strutturali per la gestione dei rifiuti.

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