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Ripartenza e Innovation Manager

La fase 2 e la ripartenza dell'industria



Mi piace essere positivo. Sono bresciano e nonostante la nostra industria stia vivendo un momento di forte rallentamento, conosco bene i nostri imprenditori. La nostra industria è tecnologicamente all’avanguardia e insegue modelli produttivi di altissima caratura e tecnologia. Gli standard qualitativi ci pongono ai vertici dell’industria europea, non mancano inventiva e passione nella cura dei dettagli.

Il mercato ci ha premiato e rispettato, adesso serve maggior attenzione al trattamento dei processi produttivi , alla reattività nelle risposte che il mercato ci chiede, all’essere presenti in maniera efficace, consistente ed efficiente.

L’innovazione e la digitalizzazione dei processi, l’ingegnerizzazione del controllo di flusso informazioni, la continua accuratezza del dato e dell’analisi dei rendimenti aziendali, i concetti di smart factory e fabbrica digitale, il controllo della produzione, sono solo alcuni aspetti che possono portare ad un migliore rendimento della nostra industria.

Mi rivolgo soprattutto alle imprese più piccole, a quelle che hanno sempre mantenuto un livello tecnologico di digitalizzazione più modesto, per questo enorme tessuto di aziende voglio essere speranzoso, auspicando di assistere a un progressivo mutamento nell’atteggiamento industriale, rivolto al controllo digitale dei reparti produttivi, in cui il dato di produzione efficiente sia al centro delle strategie imprenditoriali perché venga messo in atto un lungo e progressivo circolo virtuoso della qualità del lavoro.



Perché utilizzare la Digitlaizzazione per ripartire

L’individuazione degli sprechi di tempo, la rivisitazione delle politiche commerciali che spesso soffocano la pianificazione dei reparti a favore di una vendita di dubbio vantaggio, la spasmodica richiesta di materiale “oggi per domani”, sono solo alcuni degli innumerevoli atteggiamenti che spesso avvelenano la buona gestione aziendale delle industrie più piccole.

Saper leggere in anticipo i dati aziendali, saper stilare analisi di controllo, visionare i report di produzione nell’immediato, sono atteggiamenti che devono diventare parte della cultura imprenditoriale.

Reagire alle macro inefficienze è compito semplice, più difficile è scovare piccole anomalie di processo che nel lungo periodo sconfinano nell’inefficienza produttiva, nella mancanza di puntualità dei piani produttivi, e nello sperpero di risorse preziose, che meglio potrebbero essere impiegate nei processi produttivi.

Industria 4.0 ha dato un forte scossone alle coscienze industriali, all’approccio di efficienza industriale, al bisogno di uscire da vecchi concetti in cui si pianifica con fogli di Excel o si stimano gli indici di produzione con fatturati o margini di ricavo. Servono strumenti veloci che rilevino i dati nel durante, che diano il termometro dell’andamento produttivo, servono strumenti che monitorino continuamente il quadro aziendale nel complesso.

Digitalizzare è controllare l’efficienza industriale è la nuova sfida del successo imprenditoriale. Ridurre le inefficienze aumentando controllo pianificazione e puntualità di esecuzione dei processi.

Servono strumenti flessibili che si integrino ai comuni sistemi gestionali già in utilizzo, serve introdurre elettronica di controllo per la raccolta delle informazioni aziendali e raccogliere dati di macchine e impianti produttivi.

Più di tutto però servono figure che sappiano condurre per mano gli imprenditori nella difficile reingegnerizzazione dei processi, nella scelta di strumenti digitali che oggi affollano il mercato dell’informatica.


Innovation Manager

Il Manager digitale o Innovation manager deve principalmente saper portare cultura aziendale nella delicata cura e gestione del dato, formare il personale, avere una visione d’insieme di tutta l’azienda, prototipare e simulare i processi da digitalizzare, porre le persone coinvolte al centro dell'attività di reingegnerizzazione del processo, ma soprattutto deve rivestire il difficile ruolo di facilitatore.

Inoltre, puntare ad obiettivi concreti e facilmente raggiungibili nel breve periodo, motivare il personale coinvolto nel lungo processo di cambiamento, saper ascoltare e controllare i progressi, normalizzare e procedurare gli imprevisti, quindi porre in essere il cambiamento guidando l’intero team di personale e coinvolgendolo proattivamente in un viaggio che per molti potrebbe essere ostile o addirittura spaventoso.

Il cambiamento per la maggior parte delle persone viene vissuto come un ostacolo, serve cambiare il punto di vista attraverso le giuste leve motivazionali.

Dal punto di vista prettamente tecnico, stanno crescendo professionisti ed aziende specializzate nella System Integration, quell’ attitudine a integrare sistemi diversi al fine di far dialogare in modo nativo diversi software tra loro. Queste nuove figure professionali hanno il merito di migliorare la gestione dei processi produttivi dell’Innovation Manager al fine di raggiungere rapidamente gli obiettivi di controllo, riducendo sprechi e evitando l’acquisto di numerosi Software sempre più onnicomprensivi ma mai completi come serve all’azienda.

L’Innovation Manager o il Manager digitale può essere la miglior scelta per traghettare le nostre imprese ad ottenere risultati di alta qualità migliorando l’efficienza delle risorse già presenti in azienda.

Stefano Patelli | Innovation Manager100% Innovation Manager Certified

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L'analisi e la mappatura dei processi di un'organizzazione, consentono di riorganizzare le attività, razionalizzare l'uso delle risorse, incrementare l’efficacia, l’efficienza e la produttività della struttura stessa.

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